REGOLAZIONE DEGLI EFFETTIVI DI LUPI: SNELLIMENTO DELLA REVISIONE DELLA LEGGE SULLA CACCIA

La Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio degli Stati ha adottato un progetto per la revisione parziale della legge sulla caccia. Essa si concentra sulla regolazione proattiva degli effettivi di lupi per impedire danni o la messa in pericolo dell’essere umano. In un nuovo articolo 7a prevede la base legale per interventi proattivi. In futuro, le popolazioni di lupi dovranno essere regolate per evitare danni o pericoli futuri e non più perché hanno messo in pericolo o causato danni in passato. La Commissione non modifica la competenza per la regolazione degli effettivi, per la quale anche in futuro occorrerà l’approvazione dell’Ufficio federale dell’ambiente.

Comunicato stampa:
https://www.parlament.ch/press-releases/Pages/mm-urek-s-2022-06-24.aspx?lang=1040

Cambierà qualcosa ? Sì, qualcosa è già cambiato.

Sono trascorsi quasi due mesi da quel pomeriggio del 26 aprile quando abbiamo scaricato davanti al palazzo governativo a Bellinzona, 17 carcasse di ovini predati la medesima mattina a Cerentino.

Da allora è stato un susseguirsi frenetico di articoli sui giornali, di notizie e dibattiti alla radio e alla televisione, di pacche sulle spalle, di espressioni di sostegno da parte di allevatori, cittadini non implicati, dirigenti di enti vari. Non sono mancate nemmeno serate di dibattiti infuocati (a Grono, Olivone, Cevio, Aurigeno), atti parlamentari di deputati a Bellinzona e a Berna con proposte decise e precise, lettere di denuncia al Consiglio di Stato da parte di Municipi e di Associazioni di comuni, una raccolta di firme di cittadini nell’Alta valle di Blenio, interventi di partiti politici, diverse risoluzioni di enti vari (l’ultima in ordine di tempo quella dell’ALPA), alcuni sfoghi certamente condivisibili di allevatori affranti.

Una valanga di parole di sostegno nei nostri confronti e di condivisione della causa che portiamo avanti da anni. Basterà tutto questo clamore a far cambiare le cose? Per gli allevatori predati, certamente no. Per gli altri, pur se incoraggiati da tanta solidarietà, finché non vi sarà una modifica legislativa decisiva a livello federale, la preoccupazione e l’angoscia per il futuro li accompagnerà quotidianamente.

La responsabilità di questo degrado è indubbiamente attribuibile agli esecutivi federali e cantonali. Sono anni che da parte di deputati alle Camere federali e dei legislativi di diversi cantoni, così come dai dirigenti di organizzazioni agricole, vengono rivolti pressanti inviti al Consiglio federale e ai rispettivi esecutivi cantonali affinché agiscano con determinazione per modificare la legislazione in vigore. Possibile che a nessuno di questi venga il dubbio, di giorno o di notte, che così non si può continuare e che occorre cambiare qualcosa se non si vuole che la situazione degeneri o che scompaia la pastorizia di montagna?

Il nostro Consiglio di Stato ha mantenuto l’ingiustificabile atteggiamento attendista, di disimpegno e di silenzio che scontenta tutti, tranne forse i sostenitori del predatore, lasciando in balia del lupo gli allevatori. Il 18 maggio, dopo tre settimane di presunte verifiche giuridiche, ha decretato l’abbattimento di un lupo in Val Rovana. I guardiacaccia una notte l’hanno intercettato, ma non hanno potuto sparare, poiché “troppo lontano”. Il 10 giugno,dopo che il risultato delle analisi genetiche aveva rilevato la presenza di una coppia conosciuta come riproduttrice, la patata bollente è stata ripassata (forse con gran sollievo) alla Confederazione, unica competente per interventi sui branchi.

Ma non succederà nulla, poiché una coppia di lupi, secondo la legislazione attuale, è sacra. Anche se predasse tutti gli animali domestici di un’intera regione e gettasse nella disperazione tutti i loro proprietari, non potrà essere uccisa.

Dopo quel 26 aprile, gli avvistamenti di lupi in Ticino sono continuati senza sosta in ogni regione e hanno raggiunto 47 casi. Purtroppo si sono aggiunti ulteriori attacchi ad ovini e caprini in Val Rovana (con la strage di inizio giugno), in Val Verzasca, in Val Leventina, nel Bellinzonese e in Val Mesolcina. In totale in Ticino siamo ormai a un centinaio di capi uccisi! E siamo appena a metà anno: un triste e impressionante record!

La nostra Associazione ha mobilitato tutte le risorse a disposizione: abbiamo ottenuto il sostegno di tutto il settore primario ticinese con l’approvazione all’unanimità di una risoluzione chiara e forte alla Camera agraria del 28 maggio, abbiamo cercato di sostenere gli allevatori più in difficoltà, abbiamo emanato comunicati-stampa per ogni evento rilevante. Alcuni sono stati ripresi dai media in modo completo, altri sono stati soltanto citati. Abbiamo partecipato a numerosi dibattiti e interviste e sollecitato un ulteriore incontro con i funzionari dei Dipartimenti coinvolti per far fronte almeno all’emergenza, senza nemmeno ottenere una risposta.

I nostri obiettivi restano chiari: ottenere una diminuzione del numero di lupi presenti in Svizzera tramite abbattimenti venatori preventivi, eliminare gli esemplari problematici e creare delle zone, in particolare gli alpeggi non proteggibili, dove il lupo non deve essere tollerato. Ci riusciremo? Pur di salvare l’allevamento del nostro paese siamo disposti a tutto, anche a marciare su Berna e ad accamparci sulla Piazza federale.

Armando Donati

Associazione per la protezione del territorio dai grandi predatori APTdaiGP-Ticino

Oltre al danno ora le beffe

Ciò che è successo in Ticino in questi ultimi mesi è talmente paradossale, sconcertante e ingiusto nei confronti degli allevatori che si arrischia di restare senza parole e di far perdere la necessaria lucidità a chi deve occuparsi dei propri animali.

Norme farraginose, contraddittorie, prescrizioni da interpretare contenute in leggi e ordinanze federali, esami del DNA che si protraggono per settimane o mesi e che sembrano pensate appositamente per evitare un possibile abbattimento del lupo. Tutte regole che si riconducono a un unico e gigantesco errore iniziale ossia alla firma della Convenzione di Berna che protegge il lupo in modo assoluto firmata dal Consiglio federale, senza riserve, nel 1979, in modo antidemocratico ossia senza coinvolgere il parlamento, e all’illusione, sempre confermata nonostante i moltissimi richiami dei parlamentari federali e della società civile, che fosse possibile conciliare la protezione del lupo con l’allevamento e la pastorizia.

Ma anche il nostro Consiglio di Stato è altrettanto corresponsabile della situazione confusa che si è venuta a creare in queste settimane, poiché non si è mai distanziato dall’impostazione contradditoria e attendista della politica federale, nonostante il nostro sistema di pascolo, dovuto alla morfologia del nostro territorio, sia tra i più vulnerabili. Eppure anche in Ticino gli atti parlamentari, le prese di posizioni dei comuni e gli scritti delle associazioni di categoria sono stati numerosissimi, documentati ed espliciti. Mentre altri cantoni hanno già chiesto alla Confederazione l’autorizzazione a procedere a una regolazione preventiva del lupo, il Consiglio di Stato anche in questa occasione attende di “ricevere indicazioni su come procedere dall’UFAM”. Al posto di farsi promotori attivi di una richiesta di regolazione a prescindere, si attende a oltranza”.

D’altra parte gli interrogativi legati a questa decisione sono numerosi. Non è ad esempio formalmente dimostrato che i due lupi che hanno predato a Cerentino il 26 aprile siano gli stessi che hanno ucciso le quaranta pecore la scorsa settimana sopra Bosco Gurin. Potrebbe essere un altro lupo, singolo quindi, arrivato dall’Italia come si ipotizzava nei primi giorni e che i guardiacaccia hanno avvistato durante una delle prime notti di sorveglianza.

Nella decisione di abbattimento del 18 maggio, elaborata in tre settimane per approfondimenti giuridici, si parla solo di lupi maschi, di assenza della femmina ed ora invece … è accertata la presenza di una coppia.

Nel mese di novembre 2021 si era accennato per la prima volta a un branco transfrontaliero mentre durante le recenti serate sul tema, i responsabili dell’Ufficio caccia e pesca non hanno mai né confermato né discusso di questa presenza. Siccome, come riportato nell’allegato 4 della Strategia Lupo federale, per branco si intende “un gruppo di lupi stabile da almeno 12 mesi (un anno biologico)…” il termine di un anno non è ancora trascorso e la decisione del CdS di rinunciare ad abbattere il lupo è quindi errata.
Contradditoria è pure l’interpretazione che siano lupi stanziali e quindi soltanto soggetti alla legge svizzera.
Da sottolineare infine che l’esame del DNA dei lupi che hanno predato a Cerentino il 26 aprile è arrivato dopo ben 6 settimane ! E altrettanti saranno necessari per gli esami dell’ultima predazione!

Queste ingiustificabili lentezze delle procedure di analisi dei campioni sono sconcertanti e imbarazzanti. Sembra proprio che queste complicazioni siano state inserite appositamente nella legge e nell’ordinanza per ostacolare una gestione rapida e pragmatica dei lupi problematici. Le conseguenze della contraddizione iniziale anche dal punto di vista dello stato di diritto e della giustizia sociale sono gravissime. Nel caso specifico il Cantone rinuncia da un giorno all’altro, senza nemmeno avvisare gli allevatori coinvolti, a difendere una categoria in grave difficoltà. Nel comunicato del Consiglio di Stato non vi è nemmeno una parola su come proteggere le greggi che pascolano sugli alpi della Val Rovana in questo momento di “vuoto giuridico” in attesa di una decisione da parte della Confederazione. E sono trascorsi due giorni dalla comunicazione del Kora sull’identità dei lupi alla decisione del Consiglio di Stato.

Gli allevatori sono lasciati completamente a sé stessi, come se fossero cittadini di ultima lega! Quindi ognuno ora sarà indotto ad agire come meglio crede. Essendo un pascolo non proteggibile, si va dal lasciare i propri animali in pasto ai lupi alla decisione di scaricare gli alpi alla metà di giugno (ma dove portarli e con quali conseguenze finanziarie visto che ogni decisione deve essere avallata dall’autorità competente?). Ma ogni allevatore per difendere i propri animali potrebbe anche mettere in atto azioni che si scontrano con le leggi attualmente in vigore: dai tiri dissuasivi al bracconaggio silenzioso. Azioni penalmente perseguibili, ma la responsabilità morale ricadrebbe tutta e unicamente sulle autorità cantonali e federali che hanno rinunciato con una decisione burocratica e formale a risolvere un problema acuto, conosciuto da anni, dovuto unicamente alla protezione assoluta (e ripetiamo, ingiustificata) di cui gode il lupo in Svizzera.

Per il caso specifico della Val Rovana ci auguriamo quindi che questo momento di disimpegno da parte dello Stato sia brevissimo, chiediamo che in modo urgente si introducano tiri dissuasivi e che gli allevatori siano finalmente sostenuti a partire da subito con azioni concrete e praticabili. Data la presenza accertata di molti lupi in varie parti del Cantone e il quadro legale descritto, durante la prossima estate e l’autunno, le predazioni, anche gravi, non cesseranno mentre la confusione giuridica, le polemiche e la rabbia degli allevatori non potranno che ripetersi. E sarà così fino a quando l’autorità federale non deciderà di operare per una drastica diminuzione dei lupi presenti tramite abbattimenti venatori preventivi. A meno che nel frattempo non spariranno tutti gli allevamenti e la pastorizia di montagna con conseguenze dolorose a livello sociale, economico e ambientale.

Infine, non mancheremo di inoltrare formalmente le nostre richieste, osservazioni e opposizioni all’autorità competente.

Associazione per la Protezione del Territorio dai Grandi Predatori, sezione Ticino, e Unione Contadini Ticinesi

Comunicato stampa dell’Ufficio caccia e pesca del Canton Grigioni

Pronti per una stagione di alpeggio impegnativa

La stagione di estivazione è iniziata e presto gli alpi grigionesi verranno caricati con animali da reddito. La presenza del lupo è già chiaramente percepibile sui pascoli in valle. Quest’anno fino a fine maggio, anche nelle greggi ben protette, i lupi hanno già predato 39 animali da reddito e nella zona del branco del Beverin sono stati rilevati diversi tentativi di attacco a bestiame giovane. Anche nelle valli meridionali la presenza del lupo si fa sempre più percepibile e richiede l’attuazione sistematica di misure di protezione del bestiame. Sono inoltre necessarie nuove condizioni quadro a livello federale per la gestione del lupo, il quale si è affermato come specie protetta sia in Svizzera sia all’estero, al fine di consentire una coesistenza tra essere umano e lupo.

A fine 2021 in tutta la Svizzera sono stati rilevati 148 lupi appartenenti a 16 branchi, sei di questi branchi sono insediati nei Grigioni. Annualmente l’effettivo di lupo aumenta in media del 30 per cento circa. Si deve presumere che parallelamente continueranno ad aumentare anche i danni, nonostante le misure di protezione del bestiame. Tali misure di protezione attuate con grande impegno nel Cantone dei Grigioni stanno raggiungendo i propri limiti. Visto l’effettivo attuale, nel Cantone dei Grigioni non è più opportuno definire il lupo una specie minacciata. Nella «Lista Rossa: Specie minacciate in Svizzera» 2022 dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) il lupo viene ora definito «vulnerabile».

Lupo ormai presente in tutte le regioni del Cantone
Come previsto, nel frattempo la presenza del lupo è diventata una realtà in tutte le regioni del Cantone e l’effettivo è in aumento. Con l’inizio del periodo di pascolo in alcuni luoghi si sono verificate nuovamente predazioni di animali da reddito, spesso anche tra greggi protette a dovere. Ad esempio il branco del Beverin ha già predato oltre dieci animali in due attacchi a un gregge di pecore correttamente recintato, raggiungendo così la soglia di danno per gli abbattimenti a scopo regolatorio. Inoltre nella stessa zona si è osservato tre volte un lupo che inseguiva gli esemplari di una mandria di bovini, e questo anche durante il giorno. Questi episodi hanno richiesto un intervento.

Necessità di una regolazione proattiva dell’effettivo di lupo
Secondo la legislazione federale attuale gli abbattimenti sono possibili solo in seguito a danni e in presenza della conferma che il branco si sia riprodotto. Tuttavia al fine di ottenere un effetto di apprendimento i giovani animali devono poter essere abbattuti nelle vicinanze di altri lupi e in situazioni che coinvolgono animali da reddito. I cuccioli accompagnano a caccia però i genitori solo a partire dai tre mesi di età circa e di solito vengono individuati soltanto a stagione d’alpeggio inoltrata. Sebbene sia possibile abbattere gli animali fino a tarda estate, ciò è poco efficace in termini di effetti di apprendimento per quanto riguarda le predazioni di animali da reddito. Per contrastare l’aumento del numero di predazioni è quindi essenziale poter procedere a una regolazione proattiva dell’effettivo di lupo come misura di protezione aggiuntiva alla protezione sistematica del bestiame. Per fare ciò è necessaria una modifica della legge sulla caccia a livello federale. Insieme ad altri Cantoni di montagna, le autorità e i gruppi di interesse grigionesi si impegnano in modo conseguente e attivo a questo scopo.

Cosa è cambiato per la stagione di estivazione di quest’anno?
Grazie all’estesa consulenza per la protezione del bestiame fornita dal Plantahof, la protezione del bestiame si è ormai ampiamente affermata nel Cantone dei Grigioni. Con il credito aggiuntivo pari a 5,7 milioni di franchi messo a disposizione dalla Confederazione è da subito possibile presentare al Cantone domanda per contributi una tantum per ulteriori misure di protezione del bestiame. Questi mezzi finanziari possono anche essere richiesti in caso di scarico anticipato dell’alpe a seguito della presenza del lupo. Le disposizioni per i parti di vitelli presso le aziende d’estivazione si sono dimostrate valide l’anno scorso e continueranno a essere applicate. Inoltre ora l’Ufficio per la caccia e la pesca può indennizzare anche determinati oneri lavorativi dei detentori di animali da reddito in relazione ad animali feriti. Oltre a ciò, con una modifica retroattiva dell’ordinanza sui pagamenti diretti, l’Ufficio federale dell’agricoltura intende rafforzare la sorveglianza permanente delle pecore e, a determinate condizioni, versare integralmente i contributi d’estivazione in caso di scarico anticipato dell’alpe. Occorre tenere in considerazione che le decisioni necessarie per queste modifiche verranno prese dal Consiglio federale in ottobre.

Organo competente: Ufficio per la caccia e la pesca, Canton Grigioni