Articolo apparso su Agricoltore ticinese del 30.06.2023
Comunicato stampa APTdaiGP dopo la pubblicazione della nuova ordinanza sulla caccia
Revisione dell’ordinanza sulla caccia. Buona la diagnosi, insufficiente la terapia.
Il comunicato stampa della Confederazione riconosce esplicitamente che la situazione riguardo all’espansione del lupo sta andando fuori controllo: troppi i lupi e sempre in forte aumento e troppi i danni per l’allevamento.
Purtroppo non si accenna agli impegni (finanziari e di risorse umane), sempre meno giustificabili, che tale espansione comporta per la Confederazione, per i Cantoni e per gli allevatori, e tantomeno al pericolo per le persone e alle restrizioni che ne derivano.
Si prevede quindi una facilitazione negli abbattimenti, ricetta che tutti i media hanno ampiamente riportato, ma si anticipa che si è in attesa della Legge federale sulla caccia riveduta dalle Camere federali in dicembre.
Quasi ad ammettere, come del resto i Cantoni e le organizzazioni agricole hanno segnalato al momento della consultazione, che il vero cambiamento potrà esserci soltanto con l’entrata in vigore della legge modificata che prevede esplicitamente che i Cantoni possono regolare il numero di lupi presenti sul loro territorio.
Infatti le modifiche proposte, benché avversate dalla maggior parte delle organizzazioni ambientaliste, teoricamente potrebbero portare a un miglioramento, ma praticamente avranno un effetto marginale.
La modifica che entrerà in vigore il 1° luglio continua infatti a basarsi sul principio che possono essere abbattuti soltanto lupi che causano dei danni rilevanti all’allevamento o che rappresentano un pericolo per le persone. Un criterio introdotto nella legislazione vent’anni fa e che si continua a perseguire nonostante i risultati siano stati nulli. Un tempo per danno rilevante si intendevano 25 capi uccisi in un mese, poi diminuiti a 15, poi a 10 ed ora a 6, rispettivamente a 8 nel caso di branchi. La realtà è che il “danno rilevante” si riscontra a ogni singola predazione, anche solo con animali feriti, poiché se il predatore rimane impunito, diventa inevitabilmente recidivo.
E con l’applicazione di questa “terapia” cos’è capitato? I lupi in Svizzera sono aumentati da pochi esemplari a 240 (dati ufficiali, in realtà sono parecchi di più); i capi predati da alcune decine nel 2010 a 1’600 nel 2022; le spese per l’ente pubblico da qualche centinaio di franchi a parecchie decine di milioni; il benessere degli animali da reddito fortemente diminuito e, non da ultimo, le preoccupazioni, lo stress e lo sconforto per gli allevatori sono accresciuti fino a portare parecchi a smettere la loro preziosissima attività e a dover essere curati per “burnout”.
Se il principio di favorire l’abbattimento è da accogliere positivamente, anche questa revisione sarà difficilmente applicabile. Infatti se quando i lupi erano pochi in ogni regione, qualche probabilità di uccidere il lupo problematico era data; ora che si contano a decine, come si farà a stabilire quale lupo ha causato il danno? Ci vorranno, come finora, tranne casi eccezionali, le analisi del DNA, per le quali sono necessarie settimane o mesi, ma poi come si potrà decidere a quale lupo sparare? E nel frattempo il lupo “giusto” dove sarà finito? Oltre a tutto un tale approccio, a causa della tempistica, non ha nessun effetto “pedagogico” nei confronti del singolo lupo e del branco.
L’unica ricetta appropriata è “reazione immediata senza verifica degli individui, sia con munizione non letale o con munizione letale”. Quindi ritorniamo con forza a insistere che la possibilità di tiri dissuasivi e di tiri di difesa debba venire implementata con urgenza ed estesa (come richiesto da numerosi atti parlamentari rimasti inevasi) all’ausilio di volontari opportunamente formati, selezionati e spesati.
Altrimenti i lupi continueranno ad aumentare sia di numero che di temerarietà. E continueranno a trasmettere alla progenie la nozione che la predazione di animali domestici è più facile rispetto a rincorrere i selvatici, che l’avvicinamento agli allevamenti non implica nessun pericolo, così come il circolare, di notte o di giorno, nelle zone antropizzate.
In questo modo l’incidente con persone diventerà davvero solo questione di tempo.
APTdaiGP
APTdaiGP svizzera, ottava assemblea dei delegati: “Eppur si muove!”
Articolo apparso su Agricoltore Ticinese del 2 giugno 2023:
Iniziativa nazionale sui lupi in Svizzera “Per la protezione dell’uomo, degli animali domestici e da reddito dal lupo”
Nell’interesse della salute pubblica, della sicurezza e del benessere degli animali abbiamo lanciato l’iniziativa popolare «Per la protezione dell’uomo, degli animali domestici e da reddito dal lupo».
Noi del comitato dell’iniziativa riteniamo che il lupo rivesta un ruolo molto importante nella natura selvaggia. Tuttavia, siamo anche dell’avviso che il lupo, in virtù della sua intelligenza, della sua grande capacità di adattamento e della sua predisposizione alla riproduzione, stia causando danni troppo gravi nelle zone abitate, nei paesaggi coltivati e nei terreni agricoli.
“Dal 1990 ad oggi la popolazione di lupi è in costante aumento: negli ultimi cinque anni in Svizzera è quintuplicata. Nel 2018 si contavano soltanto 4 branchi, ora sono già 23”.
Sito web dell’iniziativa: www.wolfsinitiative.ch/it
Petizione di APTdaiGP Svizzera all’attenzione del Consigliere Federale Albert Rösti, Direttore del DATEC
Petizione dei Delegati dell’Associazione svizzera per la protezione del territorio dai grandi predatori (APTdaiGP Svizzera) all’attenzione del Direttore del Dipartimento federale dell’Ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni DATEC, egregio Signor Consigliere Federale Albert Rösti.
Cartelli con slogan da esporre

Ai soci dell’APTdaiGP,
Gentili signore, egregi signori, cari soci,
in occasione della scorsa Rassegna dei formaggi di sabato e domenica 14 e 15 ottobre 2022 a Bellinzona, avevamo invitato gli espositori di formaggi a esporre un cartellone, che avevamo fornito noi, per attirare l’attenzione di acquirenti e visitatori sulla problematica dell’espansione incontrollata del lupo e dei danni diretti e indiretti che tale espansione provoca a tutto il settore agricolo e alla popolazione.
Azione che è stata accolta molto positivamente da quasi tutti gli espositori.
Diversi soci ci hanno fatto presente che sarebbe opportuno esporre cartelli simili anche davanti alle aziende agricole, soprattutto dove transitano persone e dove si pratica la vendita diretta.
Noi siamo disponibili a fornirvi gratuitamente i cartelli plastificati in formato A3 oppure A4 con uno slogan scelto da voi tra quelli che abbiamo ideato oppure con uno slogan inventato da voi stessi.
Quando son troppi, son troppi
Articolo pubblicato su Agricoltore Ticinese del 28 aprile 2023:
Lupi in Ticino nei primi tre mesi 2023: stato di allerta permanente
Comunicato stampa APTdaiGP del 17.04.2023
Si sa che le ripetizioni frequenti portano all’assuefazione. In Ticino le notizie di avvistamenti diurni e di predazioni di selvatici in prossimità o addirittura all’interno degli abitati fanno sempre meno scalpore. Abituarsi progressivamente a questi allarmi di degrado è un atteggiamento che riteniamo potenzialmente insidioso. È importante perciò segnalare in maniera chiara e forte che la situazione sta rapidamente peggiorando.
Se già il 2022 è stato un anno tristemente denso di episodi, in questo inizio 2023 si sono già costatati dei nuovi record. A fine marzo 2022 gli eventi registrati erano 18, a fine marzo 2023 avevano superato i 40. Fra gli episodi più clamorosi possiamo ricordare il lupo che trotterellava a fine febbraio lungo le vie di Bignasco, quello che si aggirava nei pressi del carnevale di Biasca, o ancora l’esemplare rinvenuto morto la settimana scorsa lungo la ferrovia a Bironico. Oppure la predazione di sei ovini alla fine di marzo a Somazzo, alle porte di Mendrisio.
Questa preoccupante persistenza non deve sorprendere se si tiene conto che in Ticino sono in circolazione più di trenta esemplari. Come indicato dall’aggiornamento pubblicato il 31.1.2023 dal centro federale di monitoraggio KORA (1) nei 12 mesi precedenti erano stati rilevati in Ticino almeno 22 esemplari “transitori” (di cui 5 femmine), e almeno 4 branchi accertati (2). Se si ammette che ogni branco conta almeno 4 esemplari, il calcolo è presto fatto.
Perciò sul nostro esiguo territorio cantonale sarebbe in circolazione permanente un numero di esemplari che si può stimare fra i 30 e i 40. La superficie del Cantone conta 2’800 km2 di cui 400-500 di zone genuinamente selvatiche e teoricamente idonee ad ospitare i lupi secondo la propria natura. A titolo di paragone, nel Parco di Yellowstone vivono in permanenza 120-140 lupi per una superficie di 8’990 km2 di cui 7’800 di superficie interamente selvatica e praticamente preclusa all’accesso umano. Il risultato del calcolo è impietoso: la densità di lupi per km2 di territorio idoneo è 10 volte superiore nel Cantone Ticino rispetto al Parco di Yellowstone!
Questa costatazione non lascia presagire niente di buono per la stagione alpestre 2023 e ancor meno per la sicurezza di animali domestici o da compagnia o delle persone che si trovino in situazioni di potenziale vulnerabilità.
In questi giorni abbiamo appreso con costernazione la notizia dell’attacco con esito letale da parte di un orso in Trentino. Abbiamo dovuto costatare i commenti assurdi che circolano ancora sulle reti sociali e le reazioni altrettanto sconsiderate delle associazioni ambientaliste che hanno inoltrato ricorso contro il decreto di abbattimento. Anche in Trentino la densità di orsi è superiore a quella del Parco di Yellowstone. Sono però poche le persone con responsabilità politiche che sembrano preoccuparsi più di quel tanto.
Stiamo progressivamente trasformando il territorio alpino in una zona ad accesso limitato per gli esseri umani e stiamo uccidendo la vitalità delle zone periferiche. Stiamo aggiungendo pericoli artificiali ai pericoli naturali.
Non dobbiamo e non possiamo abituarci a ciò. Perciò il nostro invito è a rimanere vigili e ad aiutarci a rovesciare o almeno a frenare questa tendenza!
Associazione per la protezione del territorio dai grandi predatori (APTdaiGP)
(1) https://www.kora.ch/it/specie/lupo/distribuzione#d1b981ae6d52de14f7fab044f13f65f9-2)
(2) I recenti ripetuti avvistamenti di lupi in gruppo in zona Alpe Rompiago fanno sospettare che ci possa essere addirittura un quinto branco.
Sondaggio RSI sulla regolazione del lupo
Interrompiamo il fallimento della politica federale sul tema del lupo
Articolo apparso su Agricoltore ticinese del 3 marzo 2023:





